Incubo contagio, niente panico a scuola

Influenza e raffreddori terrorizzano i genitori dei piccoli alunni ma... "le malattie infettive possono stimolare il sistema immunitario dei bambini".
“Mamma non mi sento bene!”
Aiuto, sarà l’influenza, un semplice raffreddamento o qualcosa di più. Stanchezza, mal di gola, macchie rosse, vescicole che prudono, tosse e a volte anche febbre alta, questi sono sintomi delle malattie esantematiche che colpiscono principalmente i bambini in età scolare.
Come orientarsi tra varicella, rosolia, scarlattina, quinta e sesta malattia, mani-piedi-bocca? Di origine virale o batterica? Antibiotico o no?
Ecco alcuni pensieri che assillano i genitori più ansiosi soprattutto dei bimbi più piccini già scolarizzati, che spesso si confrontano con amiche sorelle e altre mamme fuori scuola nella ricerca di un consiglio da chi ha più esperienza. La maggior parte delle volte si alimenta il panico e si immagina su chissà quale malattia stia girando nella classe del proprio figlio. E si corre sulla scia della paura di gruppo a fare tamponi faringei e analisi fastidiose per i piccoli malati che si rivelano a volte inutili. I nonni, poi spesso, rincarano la dose dicendo “te lo avevo detto di non mandarlo a scuola così piccolo, li si ammalano tutti”.
Si, infatti tutti i bimbi si ammalano e in media, secondo i dati epidemiologici, quattro o cinque volte durante l’anno, ma nessun senso di colpa per chi lavora o per altri motivi decide di mandare i figli a scuola già in tenera età, ammalarsi aiuta a crescere.
Strano, ma è così!
Secondo i pediatri, infatti, le malattie infettive fanno parte del normale processo di crescita del bambino, senza, il sistema immunitario ancora immaturo non sarebbe stimolato e non si svilupperebbe bene. E in particolare le esantematiche prese durante l’infanzia sono meno pericolose di quando si hanno da adulti.
Nel caso di alcune malattie esantematiche di origine batterica può essere necessario assumere antibiotici mentre per altre di natura virale bastano antinfiammatori o farmaci sintomatici.
L’antibiotico non va assunto come antipsicosi ma deve essere prescritto dal medico solo se c’è un germe accertato da un esperto, come nel caso della scarlattina, malattia infettiva batterica da streptococco beta emolitico di gruppo A, responsabile dell’esantema e anche complicanza come malattia reumatica, endocardite e nefrite.
E’ raro ma può capitare di essere contagiati nuovamente dallo stesso germe magari di un altro sierotipo perché non ci si immunizza, in ogni modo non bisogna alimentare la psicosi e far fare al proprio figlio, ad ogni mal di gola, un tampone. L’importante è farlo vedere da un medico che possa valutare nel modo più opportuno come procedere.
Un’altra patologia che gira nelle scuole, che inizia col mal di gola e poi tanti puntini, è la mani-piedi-bocca, malattia con esantemi di origine però virale. In questo modo non si prescrive antibiotico ma solo sintomatici per il dolore alla gola, togliere il prurito e antipiretici in caso di febbre.